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Costanza Verona e Dorka Juhasz ospiti del Basket Marano

Le giovani ragazze del Basket Marano incontrano alcune beniamine del team di Serie A Famila Basket

 

Un “evento speciale”, organizzato a sorpresa, ha dato l’opportunità alle nostre 25 ragazze – nate dal 2010 al 2013 – di incontrare alcune atlete di Serie A del Famila Basket direttamente nel parquet della palestra De Marchi di Marano Vicentino.

 

Le giovani atlete del Basket Marano hanno ascoltato attentamente le testimonianze di Costanza Verona e Dorka Juhasz, che hanno condiviso il loro percorso verso l’eccellenza nella pratica del basket, realizzando un sogno frutto di determinazione e sacrificio, mantenendo nel contempo un elevato impegno sul fronte scolastico: è stato veramente interessante apprendere dalle dirette interessate che il basket non è solo uno sport, ma soprattutto una “scuola di vita”.

 

Durante l’incontro si è svolta anche una sessione “pratica”, con esercizi, gare di tiro e addirittura una partita amichevole, occasione eccezionale per le atlete di Marano di giocare al fianco delle loro beniamine.

 

La serata si è conclusa con l’immancabile richiesta di autografi – come segno di buon auspicio sulle magliette e sulle scarpe delle giovani atlete – nonché con le foto di gruppo e i selfie personali.

 

Decisamente una bella iniziativa – organizzata nell’ambito del progetto #WeAreOne, finalizzato alla reciproca conoscenza tra le Società vicentine che hanno squadre femminili giovanili – occasione preziosa di crescita e motivazione per le giovani promesse del basket femminile locale.

 

2024: un inizio ricco di soddisfazioni!

Per le squadre della LAVASPLENDOR Basket Marano il nuovo anno è iniziato con una serie di belle soddisfazioni: chi ben comincia…

Partiamo dai più piccoli, con gli AQUILOTTI che hanno messo in bacheca – per il 2° anno consecutivo – il trofeo conquistato con il 1° posto al TORNEO DELLA BEFANA in quel di Castelgomberto.
Complimenti ai ragazzi e un ringraziamento a coach ed assistenti per la disponibilità!E proseguiamo con le ragazze dell’UNDER 13 FEMMINILE, vincitrici in campionato contro le pari età di ALPO e MONTECCHIO.

Si è festeggiato anche in casa dell’UNDER 14 FEMMINILE, reduce dall’importante esperienza al torneo MARIO CESTARO, che ha ottenuto il primo referto rosa battendo al “Pala De Marchi” la compagine dell’Unika Verona, raggiungendolo in classifica.
I ragazzi dell’UNDER 14 MASCHILE hanno colto 2 importanti successi in campionato, superando prima l’MBA Bassano e vincendo poi di un punto (52-51) il derby con il Malo (battuto di 2 soli punti anche all’andata…)
Con 3 vittorie consecutive contro Bassano, Trissino e Thiene, gli UNDER 17 hanno raggiunto il Marostica in seconda posizione, meritandosi la possibilità di competere per la “parte alta” della classifica finale.

E la PROMOZIONE MASCHILE? Beh, la nuova e giovane squadra si è tolta la soddisfazione di battere la capolista Malo nell’ultima giornata della “regular season”! Ora l’aspetta la seconda fase, che affronterà partendo dalla seconda posizione (dietro lo Schio).

Nelle ultime settimane sono iniziati anche i campionati delle squadre mini basket (SCOIATTOLI, AQUILOTTI ed ESORDIENTI), alle quali auguriamo un grosso “in bocca al lupo“!

L’esordio degli esordienti (buon anno!)

Quale miglior occasione del primo dell’anno per programmare
una ripartenza! Permettetemi di condividere qualche
sensazione, non solo legata a questa indimenticabile
esperienza di Bassano.

Partiamo da una premessa. Perché mandiamo i nostri figli a
basket? Cosa vogliamo da loro e cosa vogliamo per loro? La
conosciamo bene la risposta: si devono divertire. D’accordo,
ma c’è una sfumatura più sottile. Facciamo un esempio. Perché
si va a scuola? Per divertirsi? No di certo, eppure anche a
scuola ci si può divertire. Il basket è la stessa cosa. Non
si va a basket per divertirsi, ma per imparare e se si
impara, ci si diverte.

Quando a settembre mi è stata prospettata la possibilità di
iscrivere la squadra al torneo di Bassano, ho detto
immediatamente di sì. Mi attirava una parolina che descriveva
questo torneo, un bell’aggettivo… internazionale. Sapevo
bene a cosa andavamo incontro, perché eravamo la squadretta
di paese che vuole sfidare le squadre delle capitali del
basket, ma provenire da un piccolo paese non ci deve impedire
di coltivare grandi sogni. Credo fermamente nelle capacità
dei nostri ragazzi e ho pensato che fosse l’occasione buona
per confrontarsi con i migliori. Allo stesso tempo, ho
ravvisato un problema nel gruppo, che è stato poi il motivo
principale per cui l’ho portato a Bassano. Mi spiego. C’è una
bella differenza tra il sentirsi bravi e l’esserlo per
davvero. Al geniale giocatore di scacchi americano Bobby
Fisher, in un’intervista, viene chiesto: Da piccolo ti
sentivi un bambino prodigio? No. Ma eri un bambino prodigio?
Sì! E il bello è che l’ha detto come fosse la cosa più ovvia
del mondo. Eccola la differenza: non si sentiva speciale, lo
era per davvero. Cosa voglio dire? Che quando uno si sente
bravo ha un guscio che gli impedisce di migliorare. Per
questo siamo andati a Bassano. Per un bagno di umiltà. Quindi
volevi perdere, Daniele? Per questo siamo andati là? Non
pensatelo neanche per scherzo! Odio perdere, mi dà un
fastidio che dura giorni. Chiunque si trovi nell’altra metà
campo è da sempre il mio rivale. Voglio batterlo. Ho
rispetto, ma non ho pietà. Però, appena finisce la partita,
sono il primo a sorridere e ad abbracciare l’avversario. Da
sempre, penso che sia altamente diseducativo il motto per cui
l’importante è partecipare. L’importante è vincere. Ma se si
perde, bisogna chiedersi il perché. A questo servono le
sconfitte. La sconfitta non è perdere una partita, la
sconfitta è arrendersi. Quindi, cosa ci lascia il torneo di
Bassano? L’insegnamento più prezioso: gli errori sono i
nostri più grandi maestri.

Cosa possiamo fare?
Non è necessariamente solo una questione di quantità, nel senso che alcune ore in più non cambiano le cose se non c’è anche un salto di qualità. Quindi aiutiamoci tutti a far capire ai ragazzi che occorre serietà quando si
prende un impegno, che il tempo a disposizione va sfruttato con il massimo impegno, che per divertirsi non bisogna scherzare.
Io sorrido, ma non scherzo.

Da fotografo, mi colpiscono le immagini e vorrei riviverne
alcune insieme a voi.

La prima. Quando ci siamo trasferiti da Rosà a Fellette, poco
dopo il nostro arrivo, hanno chiuso a chiave il palazzetto e
siamo rimasti tra il marciapiede e la siepe senza saper bene
cosa fare. Dopo le batoste prese nelle partite precedenti, ho
visto gli sguardi stanchi dei papà che per essere lì avevano
rinunciato a giorni di lavoro e provavano un misto di
frustrazione e scontento. Anch’io mi sono chiesto se ne
valesse la pena, ma sono state proprio quelle lunghe ore di
attesa davanti alla palestra chiusa a farci vincere la
partita del pomeriggio. Perché? Si sono formati due gruppi.
Da una parte, gli ascoltatori di musica, stravaccati gli uni
sopra agli altri, con i corpi usati come divani. Dall’altra,
i giocatori di calcio, che correvano su e giù come matti,
stancandosi all’inverosimile. Egoisticamente, ho pensato: è
giusto lasciarli stancare? Poi non corrono più alla partita.
Sì, è giusto, fanno gruppo. Credo fermamente che la vittoria
sia arrivata anche perché sono stati insieme e insieme hanno
trovato la loro cura.

Un’altra immagine. Un papà aveva dato la
disponibilità a scorrazzare avanti e indietro la comitiva, ma –
come i delfini che dormono con metà cervello alla volta
perché l’altra metà deve rimanere sveglia – mentre era con
noi veniva continuamente bersagliato da telefonate di
fornitori e clienti a cui rispondeva con continue
giustificazioni. Lo ha fatto per noi, non solo per suo
figlio. Rivolgo un ringraziamento a lui, che ho visto con i
miei occhi, e a tutti gli altri genitori, ognuno con le sue
storie di rinunce.

Un’altra immagine ancora. Un ragazzo, rimasto a lungo in
panchina, entra in campo e alla prima azione, da freddo, col
suo corpo mingherlino, si butta sul parquet per strappare un
pallone dalle mani dell’avversario. Ricordo ancora il tonfo
violento della testa sbattuta a terra. Sapeva benissimo che
non sarebbe rimasto a lungo in campo, eppure si è buttato.
Grazie, mi hai commosso.

L’immagine più commovente. Sul finale a Fellette, c’erano tre
ragazzi che avevano giocato poco pronti a entrare, ma non
sapevo chi togliere perché anche chi era in campo aveva
giocato poco, così ho chiesto direttamente a loro: “Per chi vi
cambio?”. Si sono guardati e mi hanno risposto: “No dai, lascia
loro in campo”. Mi sono dovuto voltare verso il tavolo del
referto, per non mostrarmi con le lacrime agli occhi davanti
a tutti. Grazie ragazzi, siete nel mio
cuore.

Vorrei raccontare meglio cosa è successo col famoso numero 7
di Trento, che abbiamo circondato, festeggiato e abbracciato
come fosse uno della nostra squadra. La notte prima del primo
giorno non ho chiuso occhio per l’eccitazione. Mi sono alzato
alle 4 di mattina e ho cominciato a prepararmi. Purtroppo,
poi è andata come è andata e così neanche la seconda notte ho
dormito, stavolta però per la frustrazione. Continuavo a
pensare agli aggiustamenti da apportare e così mi sono alzato
di nuovo alle 4. All’alba di quel secondo giorno,
continuavano a vedere e rivedere nella mia testa le giocate
di questo ragazzino di Trento, il più piccolo e più leggero
di tutta la squadra, che aveva lottato come un assatanato
contro i giganti della Virtus Padova. Nella partita che gli
avevo visto giocare, andava in entrata e, se sbagliava,
prendeva i rimbalzi in testa a chiunque. Così, mi è venuta
l’idea di presentarlo ai nostri ragazzi, ma non era così
facile ritrovarlo, date le tante squadre disseminate nei vari
palazzetti. Per una serie di coincidenze, a Fellette, giocano
dopo di noi proprio quelli di Trento. Come vedo il loro
allenatore, lo prendo letteralmente per un braccio e gli
chiedo se ci manda in tribuna il numero 7 prima della loro
partita. Ah, Giacomo intendi? Sì va bene, mi dice. Poco dopo,
Giacomo è tra noi e lo presento come il giocatore a cui
dobbiamo ispirarci per la grinta e la fame di vincere. Un
giocatore modello. Lui è visibilmente emozionato e mi sono
reso conto solo dopo di quanta pressione gli avevamo messo
addosso. Scende in campo e già dal riscaldamento abbiamo
tutti gli occhi puntati su di lui. Parte in sordina, con
qualche errore, ma da autentico fuoriclasse, non si abbatte,
anzi ne approfitta per studiare il gioco, gli avversari,
finché si carica sulle sue gracili spalle tutta la squadra e
la porta a vincere, coinvolgendo i compagni e creando
continue minacce agli avversari. Alla fine, incontro il padre
e mi colpisce il suo sguardo mite e quasi incredulo davanti
alle prodezze del figlio, così come quello della madre, uno
sguardo pieno di orgoglio ma completamente privo di vanità.
Che emozione vedere i nostri ragazzi con trombe e tamburi
urlare e incitare Trento come fossero i loro compagni, e poi
i nostri papà che urlavano a squarciagola “Gia-co-mo! Gia-com.o!” Ero così esaltato che mi sono fatto dare i contatti della
squadra di Trento e siamo rimasti d’accordo di andarli a
trovare un weekend per un’amichevole e una pizza insieme.
Rallegriamoci, Trento è solo a un’ora e mezza… poteva
andarci molto peggio!

Riservo le ultime righe per degli speciali ringraziamenti.
Primo tra tutti il nostro capo allenatore, che per poter
essere in panchina ha pregato i superiori di concedergli
delle ore libere e gliele hanno concesse col contagocce,
perché, come potete immaginare, nel suo lavoro chiedere certi
favori è una questione incredibilmente delicata. Quelle ore
poteva usarle per sé, invece ha scelto di usarle per noi.
Grazie Antonio. Un ringraziamento infinito a Francesca, che
se non mi avesse chiesto di aiutarla quel giorno
all’allenamento, non mi sarebbe mai venuto in mente di
allenare. Prendetevela con lei, è tutta colpa sua! E poi
grazie a Silvana, la nostra general manager, che chiamo
giorno e notte e mi risponde sempre. Voi non potete davvero
immaginare quanto si prodighi per voi, sottraendo tempo alla
cosa più importante, la sua famiglia. Infine, vorrei
ringraziare l’istruttore nazionale che sta tenendo il corso
che frequento a Vicenza, Alberto Pan, che nella sua severità
militaresca, l’altra faccia di un’umanità sconfinata, mi dà
consigli d’oro su come trattare i ragazzi, anche quando
questo significa lasciarli sbagliare, purché crescano.

Per quei temerari che sono arrivati fino alla fine, vi
ringrazio per la pazienza e vi mando l’abbraccio più
caloroso.

Daniele Scarpi

Natale 2023 * Il basket è una festa!

E non poteva mancare il classico appuntamento con la FESTA di NATALE organizzata dal BASKET MARANO, rinnovata occasione per stare insieme, divertirsi e scambiarsi gli auguri per le festività in arrivo.

Grande coinvolgimento per tutti, con un ricco programma di attività sportive, un fornitissimo buffet organizzato dai genitori e la grande novità della lotteria!

Alla presentazione di tutte le squadre (scoiattoli, aquilotti, esordienti, under 13 femminile, under 14 femminile e maschile, under 17 maschile e promozione maschile) ha fatto seguito la consegna delle nuove t-shirt da riscaldamento, “griffate” con il rinnovato logo del Basket Marano.

A conclusione dell’evento la tradizionale “supersfida”, che quest’anno ha visto la squadra Under 17 contrapposta a quella formata dai coach e da alcuni ragazzi della rinnovata promozione, con in palio il “prestigio” fino alla prossima rivincita…

Un grosso ringraziamento al main sponsor LAVASPLENDOR, che ancora una volta ha voluto manifestare concretamente il proprio sostegno, offrendo la pizza a giocatori e coach di tutte le squadre.

Buone feste a tutti!

 

 

Un’estate indimenticabile, tra tornei, camp e… mondiali di basket

L’estate 2023 è stata un turbine di attività e momenti indimenticabili, iniziati con il Torneo “Mist Basket” sul nuovissimo campetto restaurato.
Due settimane di partite coinvolgenti con la partecipazione anche di una squadra di giovani del Basket Marano e tante serate concluse al chiosco…

Una grande festa di sport, con una giornata dedicata alle categorie scoiattoli e aquilotti,  e i nostri che si sono distinti nel torneo junior contro le squadre delle altre società partecipanti.

Per i più piccoli c’è poi stato l’emozionante “Summer Camp” a San Rocco di Tretto, dove agli intensi allenamenti sono state affiancate escursioni e attività ricreative, oltre alla “riflessione” su alcuni valori fondamentali per la pratica sportiva ( rispetto, integrazione, spirito di squadra, accettazione della sconfitta, autocontrollo,
disciplina, passione, fiducia, arbitraggio, etica) arricchita da preziose testimonianze.

Nei mesi di luglio e agosto l’attività dei ragazzi è quindi proseguita in modo “spontaneo”, con le sfide al campetto illuminato nelle serate estive.

E quindi, per non perdere il ritmo, a fine agosto la stagione sportiva estiva si è conclusa con il “Basket Camp”  presso il centro sportivo
Palace a Tonezza del Cimone, con l’alloggio presso l’albergo Edelweiss. Grazie al coordinamento dei coaches, i gruppi maschili e femminili hanno vissuto una bella esperienza di sport e divertimento, affrontando con determinazione anche le avversità meteo e rinsaldando lo spirito di gruppo.

Dopo l’iniziativa per la visione “comunitaria” dei match dell’Italia ai campionati mondiali di pallacanestro, è stata la volta della “Festa dello sport“, occasione per far conoscere la realtà del Basket Marano e le sue proposte per atleti di tutte le età.

E siamo così arrivati a metà settembre, con l’inizio della stagione sportiva 2023/2024… che verrà presentata “degnamente” in occasione del prossimo vento: la “Festa di Natale“!

Preparatevi, che il 17 dicembre si avvicina … 😉

W gli under 13 al “Viva Alessandra”

Altra bella esperienza per in nostri ragazzi dell’under 13, che hanno trascorso insieme 2 giorni “full time” al torneo “Viva Alessandra” di Malo, dove si sono confrontati con altre squadre di pari età.

Qualche soddisfazione sportiva, ma soprattutto un’ottima occasione per stare insieme, condividere e fare gruppo… anche di notte!
P.S. Grazie a Federico Fontana per il turno  di sorveglianza 😉

 

E’ finita la bella stagione… sportiva ;-)

Ed eccoci giunti al termine della stagione sportiva 2022/2023 – quella della “ripartenza” – con tanta voglia di restituire ai nostri ragazzi il tempo e lo spazio per muoversi, divertirsi e stare insieme praticando il loro sport preferito!

E’ stata un’annata ricca di attività, iniziative e novità, che ci ha visto impegnati a gestire e supportare ben 6 squadre giovanili (minibasket e under) oltre alla squadra senior.

Sportivamente parlando, è d’obbligo fare i complimenti ai più piccoli, gli Scoiattoli, che hanno vinto il loro girone nel torneo provinciale, contribuendo in parte anche al 2° posto (a pari punti) raggiunto dagli Aquilotti nel campionato di competenza (oltre alla vittoria del “Torneo della Befana” di Valdagno).
Chi ben comincia…
Qualche bella soddisfazione anche per le ragazze della numerosa squadra Esordienti, per la prima volta impegnate in un campionato “tutto al femminile”, e per i ragazzi dell’Under 13, con 5 vittorie all’attivo e ampi margini di crescita.
Qualche difficoltà in più per gli Under 15 e gli Under 17, che però hanno chiuso in crescendo la stagione giocando una buona “seconda fase”.
Infine la Promozione,  che ha raggiunto e giocato i playoff, nella quale hanno trovato un po’ di spazio anche i ragazzi dell’Under 19.
Quindi complimenti a tutti quelli che hanno giocato, allenato, aiutato gli allenatori, arbitrato, tenuto il referto, segnato i punti, trasportato, sostenuto…

Tra le varie iniziative proposte “fuori dal campo di gioco”, ricordiamo, oltre alla tradizionale Festa di Natale, la serata al Palaverde per assistere alla partita di serie A1 Treviso-Venezia, i 3 incontri del progetto “Sport e benessere” – a cui ha fatto seguito lo “Sportello di ascolto“, il corso per mini arbitri “Conosci le regole del gioco?” e, prossimamente… il torneo MistBasket (da quest’anno anche in versione junior) nonché i Camp estivi.

Concludiamo con i ringraziamenti a tutti quelli che, a vario titolo, hanno collaborato con il direttivo del Basket Marano, al quale il main sponsor Lavasplendor non ha mai fatto mancare il proprio sostegno.

Buona estate e… vi aspettiamo per la prossima stagione sportva!

 

Pink Day 2023

Bel pomeriggio di basket ieri, domenica 14 maggio, al pala Lanzi di Schio, dove 7 delle nostre mini cestiste hanno partecipato al Pink Day, manifestazione tutta al femminile organizzata dalla FIP per la categoria “gazzelle” (annate 2012-13-14).

Tanti giochi, partitelle e – soprattutto – un’occasione per conoscere altre bambine della nostra provincia che sognano di diventare delle grandi giocatrici di basket!
La strada è quella giusta e… Basket Marano c’è!

Un ringraziamento particolare alla nostra coach Francesca, responsabile del settore mini basket, che ha fatto da accompagnatrice.

MISTBASKET is back!

Ritorna alla grande – dopo la “pausa pandemica” – il torneo MISTBASKET, evento unico nel suo genere per la particolare “linea dei 4 punti“!

Le partite, con squadre di 4 giocatori e la presenza costante in campo di una rappresentante del genere femminile e di un non tesserato, si svolgeranno in orario serale dal 5 al 9 giugno e dal 12 al 16 giugno, con il gran finale in programma a partire dal pomeriggio di sabato 17 giugno.

Per l’edizione 2023 sono inoltre previsti dei mini tornei, che sabato 10 e 17 giugno vedranno coinvolte le squadre scoiattoli, aquilotti, esordienti ed under 13 del Basket Marano.

Durante l’evento sarà in funzione un ricco stand gastronomico, quindi non avete scuse per mancare!

Il regolamento completo è disponibile qui.
Per le iscrizioni – entro giovedì 25 maggio – consultate il volantino.